BURSÔN ETICHETTA NERA

CARATTERISTICHE

Alla vista di colore rubino intenso, limpido e consistente con archetti fitti e in caduta lenta. I riconoscimenti olfattivi sono intensi e complessi spaziano da frutti di bosco in confetture cacao e liquirizie che conducono a un finale balsamico.
Al gusto è dotato di apprezzabile morbidezza, caldo con tannini e note tostate ben levigate equilibrate e armonico con finale persistente e vellutato.
Abbinamento consigliato: tagliatella al ragù di selvaggina, stracotto di vitellone, agnello al tegame con patate, grigliata romagnola, arrosto di castrato, guanciale di manzo al Bursòn, sballotto di agnello al forno, petto di fagianella in tegame, finocchiona toscana.


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COD: BURSÔN ETICHETTA NERA Categorie: , Product ID: 403

Descrizione

LA STORIA
Uva antichissima che deve il suo nome ad Antonio Longanesi, soprannominato Bursòn che salvò fra i suoi filari l’ultimo esemplare di questa uva che oggi porta il suo nome.
Questa vigna, il vino, la vite sono legate in modo indissolubile al territorio di Bagnacavallo e la pianura romagnola limitrofa. Non si sa bene come sia arrivata fino a qui, ci sono diverse teorie più o meno verosimili, ma è certo che solo qui ha trovato il suo habitat. La storia del vino Bursòn nasce da una felice intuizione di Antonio Longanesi che nel suo podere nei pressi del comune di Bagnacavallo (RA) era solito trascorrere le giornate invernali al capanno da caccia che era situato nei pressi di un “roccolo”, una quercia a cui si arrampicava una vite selvatica. Questa vite sconosciuta incuriosì il Longanesi per la dolcezza e la capacità di rimanere sana fino a tardo
autunno. A metà degli anni ‘50 la famiglia Longanesi decise di rinnovare gli impianti lasciando il vecchio metodo estensivo fatto di filari sostenuti da alberi, per passare alla viticoltura moderna moltiplicando questa vite selvatica garantendone la sopravvivenza.
Con le prime raccolte Antonio volle provare di fare il vino con questa uva e con grande stupore scoprì che era in grado di fare un vino da 14 gradi, un risultato impensabile da raggiungere con l’uva della pianura romagnola. Da quel momento Antonio iniziò a far girare il vino per il paese e fin da subito cedette questa vite ai suoi compaesani diffondendola.
Nel 1997 la prima esperienza di valorizzazione dell’uva Longanesi e nel 1999 alcuni agricoltori di pianura fondarono il Consorzio il Bagnacavallo per valorizzare i prodotti tipici della zona il cui prodotto di punta è il Bursòn; vino prodotto nelle varianti Etichetta Blu e Etichetta Nera, oggi regolamentato con un preciso disciplinare.
Nel 2000 l’uva Longanesi viene iscritto al registro delle varietà dopo
le analisi svolte presso l’Istituto di San Michele all’Adige.